People
02 December 2020
Premessa
Il 25 Novembre scorso è stato pubblicato sul sito dell’American Alpine Club un articolo di estrema importanza, scritto da Damien Gildea ; l’articolo sintetizza i risultati e i proponimenti della lunga ricerca operata da un autorevole Team internazionale di ricercatori di alpinismo, coordinati da Eberhard Jurgalski ( autore del sito 8000ers.com e cronista delle statistiche di tutte le scalate in Himalaya e Karakorum ) e composto da Rodolphe Popier ( ricercatore francese, collaboratore di 8000ers,membro Himalayan Database e Piolet D’Or ), Tobias Pantel ( tedesco, membro dell’Himalayan Database ), Thaneswar Guragai ( manager agenzia Seven Summit Treks, collaboratore per il Nepal del Guinness World Records, collaboratore 8000ers,HDB ), Damien Gildea (australiano,alpinista, esperto di Antartide) e Bob Schelfhout Aubertjin ( alpinista, ricercatore,scrittore, collaboratore di 8000ers.com).
13 May 2020
Matteo Bernasconi (nato a Lecco nel 1982 , Ragno di Lecco nel 2003, Guida alpina dal 2011) - 2006 nuova cascata di ghiaccio sulla parete SE del Baratro in Val di Mello con Giovanni Ongaro - 2006 con Hervé Barmasse, Lorenzo Lanfranchi e Giovanni Ongaro ha aperto una nuova via sull’allora inviolata parete nord del San Lorenzo (Patagonia) - 2008 con Fabio Salini compie la prima ripetizione italiana - e settima assoluta - della leggendaria via dei Ragni sul Cerro Torre (Patagonia) - tra il 2010 e il 2013 tre tentativi di salire l’ultima grande parete ancora inviolata nel massiccio del Cerro Torre, ovvero la Ovest della Torre Egger, risolta infine dai compagni Matteo della Bordella e Luca Schiera nel marzo 2013 pochi giorni dopo il rientro in Italia di Bernasconi per impegni lavorativi. - 2017 in Patagonia con Matteo Della Bordella e David Bacci apre una nuova via sulla parete est del Cerro Murallon - 2020 (febbraio) in Patagonia con Matteo Della Bordella e Matteo Pasquetto ha aperto Il dado è tratto sulla nord dell’Aguja Standhardt, poco prima di ripetere la Via del 40esimo dei Ragni di Lecco sulla parete nord dell’Aguja Poincenot.

17 December 2019
LA VIA PERFETTA
Il libro
“La Via Perfetta / Nanga Parbat : sperone Mummery “ è il libro postumo di Daniele Nardi, scritto con Alessandra Carati ( scrittrice, editor e sceneggiatrice ) uscito a Novembre 2019 per Einaudi .
La tragica morte dell’alpinista laziale e del suo partner inglese Tom Ballard a fine Febbraio 2019 sullo Sperone Mummery del Nanga Parbat, ha trasformato quello che doveva essere il racconto di un lungo cammino verso un sogno, in un’autobiografia intima, piena di autocritica, sincera e consapevole, cruda nelle contraddizioni e amara nel racconto dei conflitti e nelle recriminazioni con gli altri ; nel contempo, piena di una passione inarrestabile, colma di amore per la propria moglie, di amicizia, stima e rispetto verso gli alpinisti con cui Daniele Nardi ha condiviso scalate impegnative, successi e fallimenti. Una storia piena di cadute e di successivi riscatti, contro avversità ben più temibili di qualche parete: malattie, fisiche e psichiche. Tutto questo, tra imprese alpinistiche di spessore crescente, certamente non da fuoriclasse e in ambienti non banali, di esplorazione vera, soprattutto su vette meno famose ma affascinanti e difficili tra 6000 o 7000 metri, di Karakorum e Himalaya.
13 May 2019
Un racconto “differente” su Tomek
Davide Bubani, alpinista e appassionato gestore di Cronache Alpinistiche , magazine cartaceo e gruppo Facebook di scambio opinioni sull’Alpinismo e suoi protagonisti, ha deciso di impegnarsi nello scrivere un libro tributo a Tomek Mackiewicz , alpinista atipico, protagonista sul Nanga Parbat di una incredibile salita in stile alpino , in invernale, sulla via parzialmente iniziata da Messner ed Eisendle e completata da Tomek assieme ad Elisabeth Revol, prima del tragico epilogo : un malore in vetta, probabilmente un’edema cerebrale in alta quota, la disperata discesa trascinato da Elisabeth fino a 7200 metri e la morte.
04 December 2018
Antartide
Danilo Callegari (c) con la slitta da 150kg sul pack
Danilo Callegari , avventuriero ed esploratore estremo - e nel suo caso la definizione non è banale - nato nel 1983 in un piccolo villaggio in Friuli, a 14 anni prese la bicicletta e da casa salì sul Monte Coglians, a 2780 metri di quota, tornando dopo 4 giorni.
A 16 anni ha deciso di camminare dalla sorgente alla foce del Tagliamento, per 182 km. Insomma, è facile pensare a un grande fuoco interiore che gli diceva di andare, oltre. Sperimentare, tutto. Camminare,correre, bicicletta, montagne, alpinismo. Poi la decisione di entrare nell’Esercito, e di trovarsi nei Reparti paracadutisti. Nel 2005 la durissima realtà di combattere 5 mesi in Iraq, un’esperienza che gli segna la vita.
06 November 2018
Himalaya
Pumori , 25 Ottobre 2018
Il trio rumeno composto dagli alpinisti Romeo Popa, Zsolt Torok e Teofil Vlad ha aperto una nuova via sulla parete Sud Est del Pumori, iconica cima di 7161 metri che si affaccia sul Circo dell’ Everest.
nuova via pumori SE ( Romica Popa, Zsolt Torok and Teofil Vlad )
La nuova via , splendida per logica e difficoltà sostenuta, è prevalentemente su ghiaccio con passaggi di misto difficilmente proteggibili ; si sviluppa per 1100 metri, raggiungendo la cresta sommitale a 6700 . 5 bivacchi necessari, di cui tre in parete e gli ultimi due in cresta ; un giorno di riposo il primo, poi il secondo giorno l’attacco finale, avvenuto affrontando venti fino ai 100 kmh.
19 July 2018
Le eccezionali immagini del drone pilotato da Bartek Bargiel, fratello dell’alpinista Andzrej ( impegnato nel tentativo di scalata del K2 e successiva discesa integrale in sci) , che mostrano Rick Allen sul Broad Peak , dato per disperso e probabilmente morto a seguito del mancato ritorno dal suo tentativo di vetta solitario.
Rick Allen, pellaccia durissima scozzese, era caduto per qualche centinaio di metri , fortunatamente senza gravi ferite, ma si era trovato fuori via.
Grazie all’aiuto del drone (e del cuoco della spedizione, il primo ad aver avvistato il suo zaino col telescopio da Campo Base) i soccorsi hanno felicemente incontrato e aiutato a scendere Rick, poi evacuato in elicottero.
bartek bargiel, pilot of drone
31 January 2018
La brutalità degli avvenimenti sul Nanga Parbat, lo sviluppo frenetico dei soccorsi, la solidarietà sui Social e la contemporanea ondata di polemiche sul senso di queste imprese, sulle accuse e ai dubbi avvelenati, sui costi e sui Governi eccetera.
L’Epopea di Sopravvivenza e delle scelte tragiche, la straordinarietà delle prestazioni umane e alpinistiche, la commozione e la gioia per un salvataggio incredibile.
Il dolore per la morte di Tomek Mackiewitz, così tragica e allo stesso tempo già in corso di elaborazione *trasfigurante,*il processo collettivo di realizzazione improvvisa della sua figura complessa e contradditoria eppur così pura e spirituale, della sua ossessione e del suo sogno, leggero e innovativo, ascetico, folle.