Montagna Magica
10 March 2022
Tributo a Yiannis Torelli
scritto di Panos Athanasiadis
Quando consideriamo che alpinisti esperti e attenti come Emilio Comici, Renato Casarotto e Korra Pesce sono morti inaspettatamente, in incidenti che non “sarebbero dovuti accadere”, saremmo anche tentati di pensare che esista il destino. Eppure, il sinonimo di destino è fortuna, e anche nella rappresentazione dell’antico Dramma teatrale greco,destino e fortuna sono indissolubilmente legati. Eppure tutti noi che scaliamo, sappiamo che abbiamo sfiorato la possibilità di morire in montagna, e capiamo cosa significa “arrivare all’incrocio di strade e incontrare il diavolo”…
25 January 2022
Jost at highest point,7366mt on West Ridge, first attempt 2020
Due anni fa, quando Jost Kobusch – un giovane alpinista tedesco classe 1992 – annunciò di voler provare a salire la via della Cresta Ovest dell’Everest, in solitaria, in stile alpino leggero, in inverno (!), i media e la comunità alpinistica hanno sollevato dubbi e stupore: chi è questo ragazzo? È abbastanza qualificato per affrontare una sfida del genere?
22 October 2021
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17 October 2021
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Premessa
Angela Benavides, bravissima e veterana giornalista di montagna, corrispondente di ExplorersWeb, ha pubblicato un bellissimo articolo con intervista a un trio di alpinisti georgiani, che fuori dai radar dei grandi media hanno compiuto una eccezionale scalata in Hindukush. Con grande gentilezza, Angela e lo staff di ExplorersWeb ci hanno autorizzato alla presente traduzione in italiano. Li ringraziamo vivamente ! ( Federico Bernardi, Montagnamagica )
Saraghrar, la Montagna Dimenticata
di Angela Benavides, 11/10/2021 (tutti i diritti testo e foto ExplorersWeb)
Il mese scorso, gli eventi sul Rakaposhi [salvataggio di alpinisti bloccati con polemiche,NdT] e sul Manaslu [le polemiche sulla vera cima,NdT hanno oscurato i risultati di un piccolo team che ha scalato una vetta isolata nell’Hindu Kush.
14 October 2021
Introduzione
Quando ho visto arrivare un’e-mail dal grande alpinista russo Dmitry Golovchenko, ho subito pensato : “che diavolo di scalata avranno fatto stavolta ?” Infatti, il team formato da Dmitry Golovchenko e dai suoi due affiatati compagni Sergey Nilov e Dmitry Grigorev si era già distinto nel 2016 per aver vinto un Piolet D’Or con un’incredibile direttissima sul Thalay Sagar in India ; gli stessi Golovchenko e Nilov, stavolta assieme ad Alexander Lange, avevano già ricevuto il prestigioso Premio nel 2013 per aver scalato lo sperone Nord Est della Muztagh Tower in Pakistan. Ricordiamo infine l’incredibile avventura di Dmitry Golovchenko e Sergey Nilov sull’allora inviolata parete Jannu East del Nepal, 17 giorni in parete, conclusi con la prima traversata della gigantesca montagna su terreno a loro sconosciuto e molto difficile, senza cibo né acqua negli ultimi 4 giorni.
12 March 2021
storia di una valle nascosta del Karakorum circondata da splendide pareti di granito
di Matteo Bedendo - alpinista, fotografo / edit Federico Bernardi per MontagnaMagica
Il Karakorum, alpinisticamente parlando, nell’immaginario collettivo , è spesso associato alle grandi vette che si ergono lungo il Ghiacciaio Baltoro, teatro di epiche spedizioni e scalate sin dall’inizio del 1900.
Il K2, i Gasherbrums, il Broad Peak, il Chogolisa e le Trango Towers , il Laila Peak : le montagne che richiamano alla mente grandi sfide del passato e del presente.
12 March 2021
26 January 2021
E’ morto a 91 anni Cesare Maestri, leggendario alpinista italiano
Cesare Maestri, il leggendario scalatore italiano e il “Ragno delle Dolomiti”, è morto a 91 anni a Tione di Trento.
“Questa volta Cesare ha firmato il libro della vetta della sua scalata della vita”, ha scritto ieri, 19 gennaio 2021, sui social Gianluca Maestri, figlio di Cesare.
Il giovane Cesare Maestri - foto P.Melucci
Nelle ore successive, sotto il post di Gianluca e su altri ricordi nei social network, si è accumulato un’enorme afflusso di cordoglio, affetto e di ricordi: commenti scritti da persone che scrivevano quanto dovevano a Cesare il loro amore e rispetto per la montagna, oppure il ricordo di bambini affettuosamente accompagnati in montagna sotto la sua paterna e gentile guida. Dopo aver smesso di arrampicare - ma solo “pubblicamente” nel 1978 - Maestri, oltre a dedicarsi all’amata moglie Fernanda, al figlio Gianluca e alla nipote Carlotta, ha trascorso lunghi anni scrivendo, insegnando educazione ambientale e guidando i bambini sui sentieri e dando lezioni di arrampicata sulle Dolomiti. Era un punto di riferimento solido e amato a Madonna di Campiglio, con la Bottega di famiglia. Si intratteneva volentieri con la gente, umile, cordiale e generoso.
16 December 2020
Mulatero , Casa Editrice piemontese fondata nel 1984 , arricchisce il suo ampio e variegato catalogo di libri di “montagna” (in tutte le sue espressioni, dallo scialpinismo all’alpinismo ) con un “colpo editoriale” straordinario.

La pregevole edizione italiana del libro diBernadetteMcDonald , canadese, una delle più autorevoli scrittrici d’alpinismo estremo :
“Winter 8000 - Himalaya d’inverno: gli alpinisti che hanno sfidato la montagna nella stagione impossibile” ( pp.335, € 23 )
02 December 2020
Premessa
Il 25 Novembre scorso è stato pubblicato sul sito dell’American Alpine Club un articolo di estrema importanza, scritto da Damien Gildea ; l’articolo sintetizza i risultati e i proponimenti della lunga ricerca operata da un autorevole Team internazionale di ricercatori di alpinismo, coordinati da Eberhard Jurgalski ( autore del sito 8000ers.com e cronista delle statistiche di tutte le scalate in Himalaya e Karakorum ) e composto da Rodolphe Popier ( ricercatore francese, collaboratore di 8000ers,membro Himalayan Database e Piolet D’Or ), Tobias Pantel ( tedesco, membro dell’Himalayan Database ), Thaneswar Guragai ( manager agenzia Seven Summit Treks, collaboratore per il Nepal del Guinness World Records, collaboratore 8000ers,HDB ), Damien Gildea (australiano,alpinista, esperto di Antartide) e Bob Schelfhout Aubertjin ( alpinista, ricercatore,scrittore, collaboratore di 8000ers.com).
29 October 2020
Dopo la bella prima del K6 Central di Jeff e Priti Wright, un altro duo francese ha effettuato una notevole prima in Karakorum !
“Revers gagnant”
Fine Pierrick
Welfringer Symon
2500m / 90° / M4+ / WI4+
16-20/10/2020
Ecco il loro racconto, ringraziando Ali Saltoro di Alpine Adventure Guides per la solita disponibilità nell’aggiornarci :
Fine Pierrick/Welfringer Symon in cima al Sani Pakkush (ph Fine/Welfringer)
Arrivati all’inizio di ottobre sul ghiacciaio Toltar ci siamo acclimatati intorno al nostro campo base situato alla base della massiccia parete sud del Sani Pakkush (6953mt), finora inviolata.
09 September 2020
Roberto Delle Monache: il mio alpinismo, il mio amico Daniele Nardi e la via sul Baghirathi
Roberto Delle Monache è un alpinista abruzzese…“appenninico” : cresciuto sulle montagne di casa, il Gran Sasso.
Come il suo grande amico Daniele Nardi, proviene dall’Italia Centrale. Persona riservata e sensibile, ha affrontato nella sua carriera vari infortuni ma continuando a perseguire un alpinismo leale e a sviluppare una grande esperienza di alte quote. Con Daniele Nardi ha ideato e creato una linea sulla parete Ovest del Baghirathi III ,tra imponenti muri di scisto e ghiaccio, terreno di sfida per gli alpinisti più esperti, che secondo me rappresenta il punto più alto della sua carriera e di quella di Daniele Nardi.
08 July 2020
Campo Base Spantik / Base Camp (c) Graham Wyllie
“Il meno difficile” dei 7000 ?
Nell’Agosto del 2019 ho seguito e poi letto la storia di una salita allo Spantik, una montagna di 7027mt nella Hunza Valley in Pakistan ; lo Spantik è una meta piuttosto comune per chi si approccia alle alte quote, per la sua relativa assenza di grandi difficoltà tecniche lungo la via normale, tuttavia niente affatto facile per il lunghissimo sviluppo e alcune sezioni tecniche.
13 May 2020
Matteo Bernasconi (nato a Lecco nel 1982 , Ragno di Lecco nel 2003, Guida alpina dal 2011) - 2006 nuova cascata di ghiaccio sulla parete SE del Baratro in Val di Mello con Giovanni Ongaro - 2006 con Hervé Barmasse, Lorenzo Lanfranchi e Giovanni Ongaro ha aperto una nuova via sull’allora inviolata parete nord del San Lorenzo (Patagonia) - 2008 con Fabio Salini compie la prima ripetizione italiana - e settima assoluta - della leggendaria via dei Ragni sul Cerro Torre (Patagonia) - tra il 2010 e il 2013 tre tentativi di salire l’ultima grande parete ancora inviolata nel massiccio del Cerro Torre, ovvero la Ovest della Torre Egger, risolta infine dai compagni Matteo della Bordella e Luca Schiera nel marzo 2013 pochi giorni dopo il rientro in Italia di Bernasconi per impegni lavorativi. - 2017 in Patagonia con Matteo Della Bordella e David Bacci apre una nuova via sulla parete est del Cerro Murallon - 2020 (febbraio) in Patagonia con Matteo Della Bordella e Matteo Pasquetto ha aperto Il dado è tratto sulla nord dell’Aguja Standhardt, poco prima di ripetere la Via del 40esimo dei Ragni di Lecco sulla parete nord dell’Aguja Poincenot.

02 March 2020
Denis Urubko ha rilasciato una importante intervista a Russianclimb.com ; col suo personale permesso e quello di Elena Laletina, editor dell’importante sito russo, la traduzione del suo pensiero
Non mi piacciono le Montagne : ho perso troppi amici lassù
Denis Urubko - Traduzione Federico Bernardi con la collaborazione di ..alcuni amici russi

Vedo molte speculazioni negli ultimi tempi, la gente parla di me … “blah blah blah” , lo fanno per promuovere se stessi.
11 February 2020
Corrado “Korra” Pesce , classe 1981, novarese trapiantato a Chamonix da oltre un decennio, è un fortissimo alpinista ; ormai “transalpino”, come lui stesso si sente, è diventato infatti Guida Alpina in Francia , famiglia sul versante francese del Monte Bianco. Predilige vie difficili e tecniche, ha scalato tantissimo sulle Alpi e in Patagonia. Ha appena pubblicato un bel racconto, molto interessante, della sua ultima scalata sul Cerro Torre su Instagram - in inglese - e mi ha gentilmente concesso di tradurlo in italiano . E’ veramente interessante per uno sguardo sull’attualità e sulle prospettive future dell’arrampicata patagonica. Va ricordato che per tutto il mese di Gennaio il tempo è stato pessimo, pertanto la finestra di bel tempo ha causato….
17 December 2019
LA VIA PERFETTA
Il libro
“La Via Perfetta / Nanga Parbat : sperone Mummery “ è il libro postumo di Daniele Nardi, scritto con Alessandra Carati ( scrittrice, editor e sceneggiatrice ) uscito a Novembre 2019 per Einaudi .
La tragica morte dell’alpinista laziale e del suo partner inglese Tom Ballard a fine Febbraio 2019 sullo Sperone Mummery del Nanga Parbat, ha trasformato quello che doveva essere il racconto di un lungo cammino verso un sogno, in un’autobiografia intima, piena di autocritica, sincera e consapevole, cruda nelle contraddizioni e amara nel racconto dei conflitti e nelle recriminazioni con gli altri ; nel contempo, piena di una passione inarrestabile, colma di amore per la propria moglie, di amicizia, stima e rispetto verso gli alpinisti con cui Daniele Nardi ha condiviso scalate impegnative, successi e fallimenti. Una storia piena di cadute e di successivi riscatti, contro avversità ben più temibili di qualche parete: malattie, fisiche e psichiche. Tutto questo, tra imprese alpinistiche di spessore crescente, certamente non da fuoriclasse e in ambienti non banali, di esplorazione vera, soprattutto su vette meno famose ma affascinanti e difficili tra 6000 o 7000 metri, di Karakorum e Himalaya.
27 November 2019

Project Possible (c) : Bandiera kuwaitiana sull’Ama Dablam
( articolo originariamente pubblicato, in una versione editata, su RockAndIce.com )
Pochi giorni dopo aver annunciato al mondo di aver completato la sua incredibile sfida presentata la scorsa Primavera – scalare tutte e 14 le montagne più alte di 8000 metri in 7 mesi - “Nims” Purja è tornato alla ribalta dei media internazionali in modo clamoroso, rumoroso e spettacolare :
il 13 Novembre , sull’AmaDablam , iconica montagna nepalese di 6832 mt, una gigantesca bandiera lunga 100 mt e larga 30 mt , viene esposta e srolotata dalla cima, sulla parete sommitale, visibile a oltre 10 km di distanza dalla valle 3km più in basso, filmata da elicottero.
15 July 2019
(foto Cala Cimenti, vitaly Lazo, Anton Pugovkin al Campo Base dopo la scalata e la discesa in sci lungo la via Kinshofer, Nanga Parbat)
Il 3 Luglio 2019, vari alpinisti di differenti spedizioni hanno raggiunto la vetta del Nanga Parbat, sulla via Kinshofer (cosiddetta “normale”) . Tra queste spedizioni, quella dell’italiano Cala Cimenti in team coi forti russi Vitaly Lazo e Anton Pugovkin , che avevano l’obiettivo di scalare senza ossigeno, effettuare riprese col drone e scendere con gli sci dopo la vetta ; poi la spedizione “Project Possible”, alquanto controverso progetto di un ex Gurkha, Nirmal Purja, che con una poderosa campagna marketing, facente leva soprattutto su sentimenti nazionalistici, approccio militare, ampio uso di elicotteri, bombole di ossigeno e un forte team di sherpa, sta tentando di scalare i 14 ottomila in 7 mesi .
04 June 2019
Everest

Ormai da qualche anno, il dibattito attorno a ciò che è diventata la stagione primaverile sui versanti nepalese e cinese dell’ Everest, ruota in circolo attorno agli stessi problemi:
- numero enorme di permessi concessi dalle autorità (soprattutto quelle nepalesi, con quasi 400 permessi di salita per stranieri, il che significa oltre 1000 persone in vetta, contando sherpa e guide)
- spregiudicatezza e incompetenza di molte Agenzie locali, materiali tecnici difettosi o insufficienti
- livello di preparazione di molti clienti sotto la minima soglia non di sicurezza ma del ridicolo
- utilizzo sconsiderato dell’ossigeno , con erogazione eccessiva sin da quote non elevatissime e conseguente rischio di esaurimento o erogazione insufficiente durante il percorso di discesa e alle quote più critiche
- incidenti causati dalle lunghe file sulle corde fisse nella zona della Morte - ovvero sopra Campo 4 , posizionato sui 7900 metri di quota - ( incidenti mortali legati all'80% a ossigeno mancante e mancato acclimatamento sufficiente )
- inquinamento spaventoso dal Campo Base, vero e proprio villaggio con migliaia di presenze fino alla vetta
- eccessiva esposizione sui media di notizie relative a presunti nuovi record, prove di endurance varia e spettacoli d’arte varia (?!)
Francamente, non mi interessa molto parlare degli incidenti mortali, se siano in linea con le statistiche o siano in aumento.
13 May 2019
Un racconto “differente” su Tomek
Davide Bubani, alpinista e appassionato gestore di Cronache Alpinistiche , magazine cartaceo e gruppo Facebook di scambio opinioni sull’Alpinismo e suoi protagonisti, ha deciso di impegnarsi nello scrivere un libro tributo a Tomek Mackiewicz , alpinista atipico, protagonista sul Nanga Parbat di una incredibile salita in stile alpino , in invernale, sulla via parzialmente iniziata da Messner ed Eisendle e completata da Tomek assieme ad Elisabeth Revol, prima del tragico epilogo : un malore in vetta, probabilmente un’edema cerebrale in alta quota, la disperata discesa trascinato da Elisabeth fino a 7200 metri e la morte.
15 April 2019
Un acclimatamento ambizioso
Adam Bielecki e Felix Berg mirano a stabilire una nuova via sulla parete Nord Ovest dell’ Annapurna.
Ricordiamo che il duo polacco/tedesco ha effettuato la prima scalata “vera” della parete Ovest del Gasherbrum II nel 2018.
Adam ha appena rilasciato questa dichiarazione, riguardo al loro obiettivo di acclimatamento :
“Finalmente possiamo vedere il nostro primo obiettivo - Langtang Lirung 7227 m. La popolazione locale, appena saputo che vogliamo scalarla, ha reagito con una risata o incredulità. Parlando con loro ci rendiamo conto di quanto sia serio il nostro obiettivo di acclimatamento.. l’ultima scalata è avvenuta nel 1995. Il proprietario del nostro hotel ha promesso che se lo scaliamo potremo bere gratuitamente tutto l’alcool che ha nel suo ristorante "
01 April 2019
Jannu : eppur si muovono !
E’ il Primo Aprile.
Dmitry Golovchenko e Sergey Nilov , coppia di straordinari alpinisti russi - già vincitori del Piolet D’Or nel 2017 per l’incredibile nuova via aperta sulla parete Nord del Thalay Sagar, “Moveable Feast” , una goccia a piombo - sono al 16mo giorno di permanenza sullo Jannu (7710mt) .
Sono riusciti nella straordinaria impresa di scalare l’inviolata parete Est, dopo per poi uscire sulla cresta SE a circa 7400 metri e cominciare la discesa 11 giorni faticosissimi , di cui gli ultimi 4 passati sopra ai 7000 metri sotto nevicate copiosissime che li hanno costretti a fermarsi lungamente.
18 March 2019
Tom Ballard e Daniele Nardi
fanatico
/fa’natiko/ [dal lat. fanatĭcus “ispirato”, der. di fanum “tempio”] - agg. [di persona che mostri eccessivo entusiasmo per la propria fede, le proprie convinzioni, e intolleranza verso qualsiasi altra posizione: un fanatico moralista]
Cronaca dei fatti sul Nanga Parbat

Daniele Nardi e Tom Ballard arrivano in Pakistan con l’obiettivo di scalare lo Sperone Mummery, che si erge come freccia puntata verso la cima del Nanga Parbat, sul versante Diamir - primo e dichiarato obiettivo dei due - e se possibile, proseguire fino alla vetta.
01 March 2019
nanga parbat sperone Mummery (Daniele Nardi tom Ballard)
Domenica 24 Febbraio alle ore 14:28 italiane, l’ultima comunicazione di Daniele Nardi: “abbiamo scalato lo Sperone fino a circa 6300 metri, ora siamo scesi in tenda a C4, 6000 mt. Siamo stanchi, il tempo non è buono, raffiche di vento, nevischio. Domani decidiamo come proseguire”.
Da allora il satellitare, la radio tacciono. Dopo 2 giorni una macchina di soccorsi difficile, enorme, piena di solidarietà si è messa in moto; i team sul K2 si sono offerti di aiutare ; Muhammed Ali Sadpara, compagno di Nardi in passato e primo salitore invernale del Nanga, è volato al Campo Base, ha fatto ricognizioni in elicottero e a piedi a C1. Nessun segnale, solo tracce di valanghe.
E’ ormai passata una settimana e le speranze di ritrovare vivi i due forti alpinisti sono ormai nulle.
Stamattina, 4 Marzo 2019, Alex Txikon e il suo team compresi 2 alpinisti e un dottore sono riusciti ad atterrare al Campo Base del Nanga Parbat. Alex ha con sé droni per l’estrema ricerca di qualche traccia dei due.
E’ opinione di molti che un evento tremendo e immediato abbia posto fine al tentativo di scalata dello Sperone Mummery, noto per il pericolo rappresentato dai seracchi sovrastanti, che come lingue si affacciano dal plateau, e spazzano lo sperone con blocchi “grandi come grattacieli” (Messner).
Sui social media, la settimana di Ricerca e Soccorso è diventata teatro di offese, recriminazioni, disprezzo, accuse al Pakistan, accuse agli alpinisti, accuse ad altri alpinisti, uno spettacolo orribile mentre le famiglie di Daniele e Tom soffrivano e seguivano le frenetiche comunicazioni, che si accavallavano da fonti russe, polacche, italiane, pakistane tra smentite, speranze, atti di coraggio .
Bisognerà affrontare ,a freddo, quanto è accaduto , su tutti i fronti : più che quello alpinistico, quello umano.
E forse anche grandi alpinisti, in buona fede e in questo comprensibilissimo momento emotivo, avrebbero potuto evitare certi toni, certi giudizi, certe convinzioni tranchànt anche solo sulla decisione di Nardi e Ballard nell’affrontare lo Sperone.
20 February 2019
Le due spedizioni presenti sul K2 non hanno alcun tipo di contatto umano né di scambio tecnico. Un vero peccato ma era prevedibile.
Le differenze abissali di strategia, oltre che quelle culturali e personali, si sono ampiamente manifestate negli ultimi 20 giorni , in cui l’azione sulla montagna si è ridotta ai minimi per il continuo maltempo .
28 January 2019
K2
Come previsto e scritto nell’aggiornamento precedente, la spedizione di Alex Txikon si è accodata al team russo-kirghiso-kazako sullo Sperone degli Abruzzi.
Nonostante Txikon avesse scritto chiaramente che sarebbe tornato a verificare la parete Est (e la via degli Americani) , il giorno dopo i fatti hanno mostrato che aveva già deciso di non tornarci, e improvvisamente il basco ha dichiarato “che la montagna scaricava tutto lo scaricabile su quel versante [Est,ndR] e che il traverso [per ricongiungersi agli Abruzzi, sopra i 7500] era troppo pericoloso” .
25 January 2019
K2
La spedizione russo-kazako-kirghisa , sotto la direzione di Vassily Pivtsov, è arrivata al Campo Base del K2 il 14 gennaio .
Il 19 gennaio il team ha montato il C1 a circa 5900mt .
K2, C1 team russo-kazako-kirghiso (Pivtsov)
in questi giorni, prima del maltempo, il team ha attrezzato corde fisse fino a 6300 mt , poco prima del previsto C2. I forti alpinisti hanno lavorato in non certo ottimali condizioni meteo , dimostrando una forte determinazione.
14 January 2019
Nanga Parbat : breve storia dello Sperone Mummery
Albert Frederick Mummery, definito da Hermann Buhl ( diventato primo salitore del gigantesco 8000 pakistano ) , “uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi” , era forse troppo avanti per il suo tempo : il suo tentativo , il primo in assoluto, di salire un 8000, avvenne nell’ Estate 1895, assieme ad altri 3 alpinisti britannici e 2 portatori. Un piccolo team, “by fair means” (con mezzi leali) , precursore dello stile alpino. Mummery tentò prima di salire lungo quella via, pare giungendo ai 6100 metri, per poi scomparire per sempre, assieme ai portatori, nel tentativo di spostarsi lungo il versante Rakhiot per cercare un altro accesso alla montagna.
18 December 2018
Inverno in Karakorum: Nanga Parbat
Daniele Nardi e Tom Ballard sono appena partiti per il Pakistan, dove raggiungeranno l’alpinista pakistano Rahmat Ullah Baig e un altro alpinista pakistano di cui al momento non conosciamo il nome.
Tom Ballard e Daniele Nardi ( ph montagna.tv )
“Saranno membri effettivi e non portatori di alta quota, mossi dal desiderio di scalare la loro montagna”
chiarisce Nardi, in merito ai due compagni pakistani .
04 December 2018
Antartide
Danilo Callegari (c) con la slitta da 150kg sul pack
Danilo Callegari , avventuriero ed esploratore estremo - e nel suo caso la definizione non è banale - nato nel 1983 in un piccolo villaggio in Friuli, a 14 anni prese la bicicletta e da casa salì sul Monte Coglians, a 2780 metri di quota, tornando dopo 4 giorni.
A 16 anni ha deciso di camminare dalla sorgente alla foce del Tagliamento, per 182 km. Insomma, è facile pensare a un grande fuoco interiore che gli diceva di andare, oltre. Sperimentare, tutto. Camminare,correre, bicicletta, montagne, alpinismo. Poi la decisione di entrare nell’Esercito, e di trovarsi nei Reparti paracadutisti. Nel 2005 la durissima realtà di combattere 5 mesi in Iraq, un’esperienza che gli segna la vita.
28 November 2018
Himalaya /1
Al terzo tentativo, alla fine di Ottobre 2018, il fuoriclasse austriaco di origini nepalesi David Lama è riuscito nell’impresa di scalare in solitaria il Lunag Ri, inviolato quasi-7000 (6895 mt ? 6907 mt , incerto ) posto ai confini tra Nepal e Cina (Tibet) nel Rolwaling Himalaya. I primi 2 tentativi, falliti poco sotto la headwall finale, erano stati effettuati dal giovane David Lama col veterano americano Conrad Anker . Al secondo tentativo Anker fu colto da infarto in parete, riuscendo comunque a scendere per poi essere evacuato in elicottero.
13 November 2018
Patagonia
Straordinario l’inizio stagione alpinistica in Patagonia, con l’impresa dei francesi Martín Elías, Jérome Sullivan e François Poncet che hanno aperto una nuova via, “La Mariposa” (1200 mt ,A3, M7, 6a ) tra il 18 ed il 19 ottobre sull’inviolata guglia del Pilastro Sud del Cerro di San Lorenzo, denominato “El Faro” (3150 mt)

Pilastro Sud Cerro San Lorenzo
" abbiamo iniziato ad arrampicare alle 10 di mattina, le previsioni davano buone condizioni di alta pressione fino alla notte successiva, quindi avevamo 48 ore. Prima una parte di arrampicata tecnica su terreno di misto e roccia buona, dopo abbiamo raggiunto una rampa di neve e ghiaccio che avevamo individuato durante l’esplorazione precedente. Da qui , slegati siamo saliti rapidamente lungo la rampa di oltre 500 metri ,con accesso alla parte più ripida della parete. Arrampicavamo velocemente e questo ci ha fatto sperare di poter dormire al colle - ma quando abbiamo raggiunto la fine della rampa , ci siamo resi conto che le pessime condizioni della neve, della roccia marcia e la mancanza di ghiaccio ci avrebbero creato molti problemi e rallentato. Quando la notte ci ha raggiunto stavo salendo i primi 30 metri di quello che sarebbe diventato la sezione chiave di tutta la via: un camino verticale di 80 metri ricoperto di neve, di cui mi mancano le parole per descrivere la bruttissima qualità della roccia. Marcia non è adatto.“Un asco” come dicono i locals!"
06 November 2018
Himalaya
Pumori , 25 Ottobre 2018
Il trio rumeno composto dagli alpinisti Romeo Popa, Zsolt Torok e Teofil Vlad ha aperto una nuova via sulla parete Sud Est del Pumori, iconica cima di 7161 metri che si affaccia sul Circo dell’ Everest.
nuova via pumori SE ( Romica Popa, Zsolt Torok and Teofil Vlad )
La nuova via , splendida per logica e difficoltà sostenuta, è prevalentemente su ghiaccio con passaggi di misto difficilmente proteggibili ; si sviluppa per 1100 metri, raggiungendo la cresta sommitale a 6700 . 5 bivacchi necessari, di cui tre in parete e gli ultimi due in cresta ; un giorno di riposo il primo, poi il secondo giorno l’attacco finale, avvenuto affrontando venti fino ai 100 kmh.
21 September 2018

Marco Milanese, friulano, classe 1987, ha studiato al Liceo Scientifico e contemporaneamente svolto esperienza professionistica come rugbista. Ha inziato Scienze Forestali , poi la montagna lo “ha chiamato” con prepotenza: è quindi divenuto Guida Alpina dal 2011, slackliner dal 2013, base jumper, pilota in tuta alare e speedflyer dal 2014.
Marco si sta facendo notare,da un paio d’anni, per imprese molto interessanti e che hanno avuto una discreta eco sui social : non è tipo da postare molti video o farsi pubblicità ma nelle sue imprese, e nei video realizzati, è sempre presente un carattere di sperimentazione o esplorazione in senso lato, come il base dal Campanile di Val Montanaia, lo speedflying di un vulcano,un viaggio in Turchia con molti base e wingsuit jump ; la sua più recente impresa, questa Estate del 2018, è stata la scalata in freesolo delle Tre Cime di Lavaredo con discesa tramite base e wingsuit base jump da tutte e tre le vette .
23 August 2018
Traduciamo questa importante e controversa intervista, rilasciata da Tom Livingstone a Rockandice e pubblicata il 21 Agosto.Ringraziamo per la disponibilità Michael Levy, Associate Editor della prestigiosa testata statunitense.
Tom Livingstone, insieme agli alpinisti sloveni Aleš Česen e Luka Stražar, ha effettuato la seconda ascesa confermata di Latok I, e la prima salita in assoluto confermata dal nord. (C’è la possibilità che la squadra russa di Alexander Gukov e Sergey Glazunov abbia raggiunto la vetta attraverso la cresta nord, anche se Gukov crede di aver completato la cresta Nord ma ritiene di non aver raggiunto la vera cima. La squadra anglo-slovena ha scalato tre quarti della famigerata cresta, prima di traversare verso il colle tra Latok I e II e finire la loro nuova via verso la cima sulla parete sud.
Rock and Ice ha raggiunto Livingstone tramite WhatsApp ed e-mail, e il giovane britannico ha espresso alcune suggestive intuizioni sul Latok I, la loro scalata e la sfortunata spedizione di Alexander Gukov e Sergey Glazunov.
14 August 2018
LATOK I : The (Un)Finished Business
“the unfinished business of last generation”, così Jeff Lowe, autore del primo storico tentativo di 100 tiri, su 103 previsti più o meno, definisce la cresta Nord del Latok I.
Avevano superato le difficoltà maggiori ma brutto tempo e le condizioni di salute dello stesso Jeff Lowe, costrinsero i 4 grandi alpinisti americani al rientro.
Uno dei più grandiosi fallimenti in stile alpino, che ha ispirato generazioni di alpinisti di tutto il mondo a riprovarci, senza mai avvicinarsi non alla vetta ma nemmeno ai 7000 su 7145 mt del 1978.
19 July 2018
Le eccezionali immagini del drone pilotato da Bartek Bargiel, fratello dell’alpinista Andzrej ( impegnato nel tentativo di scalata del K2 e successiva discesa integrale in sci) , che mostrano Rick Allen sul Broad Peak , dato per disperso e probabilmente morto a seguito del mancato ritorno dal suo tentativo di vetta solitario.
Rick Allen, pellaccia durissima scozzese, era caduto per qualche centinaio di metri , fortunatamente senza gravi ferite, ma si era trovato fuori via.
Grazie all’aiuto del drone (e del cuoco della spedizione, il primo ad aver avvistato il suo zaino col telescopio da Campo Base) i soccorsi hanno felicemente incontrato e aiutato a scendere Rick, poi evacuato in elicottero.
bartek bargiel, pilot of drone
02 February 2018

COMUNICATO UFFICIALE / DA LUDOVIC GIAMBASI, MANAGER DI ELIZABETH REVOL
Dopo aver parlato con Elisabeth, ecco la mia opinione sulla patologia che è stata probabilmente causa della morte di Tomek.
Tomek era malato da alcuni giorni, con problemi digestivi. Come ogni altro problema di salute, anche minimo, questo ha influenzato la capacità del corpo di acclimatarsi.
Elisabeth evoca molto bene l’enorme fatica che Tomek ha mostrato al suo arrivo sotto la vetta con l’aumento di ritmo respiratorio … “.
31 January 2018
La brutalità degli avvenimenti sul Nanga Parbat, lo sviluppo frenetico dei soccorsi, la solidarietà sui Social e la contemporanea ondata di polemiche sul senso di queste imprese, sulle accuse e ai dubbi avvelenati, sui costi e sui Governi eccetera.
L’Epopea di Sopravvivenza e delle scelte tragiche, la straordinarietà delle prestazioni umane e alpinistiche, la commozione e la gioia per un salvataggio incredibile.
Il dolore per la morte di Tomek Mackiewitz, così tragica e allo stesso tempo già in corso di elaborazione *trasfigurante,*il processo collettivo di realizzazione improvvisa della sua figura complessa e contradditoria eppur così pura e spirituale, della sua ossessione e del suo sogno, leggero e innovativo, ascetico, folle.
05 June 2017
Sabato 3 Giugno 2017 , in 3 ore e 56 minuti, Alex Honnold ha compiuto l’impresa che sognava e preparava da una vita: scalare completamente slegato, scarpette e magnesite unici strumenti, la mostruosa parete di El Captain, Yosemite Valley. Ha scelto la via Freerider, che percorre la “antica” via Salathé per poi aggirarla, 30 tiri con difficoltà 7C .
Vi proponiamo la traduzione della prima intervista rilasciata per National Geographic , una chiacchierata con Mark Synnott , scrittore e climber.
31 May 2017
Una piccola trasmissione radiofonica - non sull’etere ma digitale - che parlerà di storie di montagna, di donne e uomini, delle loro tempeste interiori alla conquista di alte Cime.
Sintonizzatevi col vostro browser su NINO WEB RADIO , progetto noprofit di Michele Pompei, giornalista radiofonico - con una serie di illustri ospiti come Amedeo Ricucci (inviato TG1 Esteri/Internazionale), Marco Cattaneo (direttore de Le Scienze), Luca Pellegrini (direttore Istituto Storico “Parri” Bologna) e tanti altri.
12 April 2017
1.Non ci sono elementi diretti ( qualsiasi dato dal tracker GPS , fotografie, telefono satellitare, time laps notturni dal Campo Base,etc) né indiretti( luci viste dal Campo Base, tracce sulla neve) che dimostrino che Ueli Steck abbia lasciato il suo bivacco [a 6900mt circa, sotto la headwall e le maggiori difficoltà tecniche,NdR] la notte tra l'8 e il 9 Ottobre del 2013. L’ossservazione diretta ha confermato la sua posizione a 6900 mt alle 17 circa, poi ripresa la mattina dopo a circa 6500 metri alle 9 di mattina con Ueli in discesa verso CB. Il suo bivacco è stato trovato daifrancesi Graziani e Benoist che hanno salito la stessa parete due settimane dopo, senza trovare altri segni di passaggio oltre i 6900 metri. I francesi hanno confermato , ascoltati separatamente.
2.Le testimonianze di Tenji Sherpa e Ngima Sherpa - che riferirono di aver visto una luce frontale sulla parete e poco sotto la cima durante la discesa sono in contraddizione con quanto riferito dagli altri membri del team che ugualmente erano usciti dalle tende quella notte, in un caso insieme (Bowie e Tenji intorno a mezzanotte). Nessuno degli altri membri della spedizione ha confermato di aver visto luci quella notte. Tra l’altro nessuno ne avrebbe ha parlato la mattina dopo, prima dell’avvistamento di Steck già a circa 6500 metri in discesa.
3 .Tutti gli elementi raccontati da Steck della sequenza temporale di tutta la salita sono intrinsecamente vaghi, a causa della mancanza di misurazione oggettiva, sia da parte di Steck (nonostante l’uso teorico di GPS all’inizio - vedi parte 6 ) che dai membri al Campo Base (senza immagini time-lapse durante la notte). Si può concludere tuttavia, sulla base di questi elementi vaghi, che Steck è stato in grado di salire al di sopra 7000m durante la notte più velocemente e su terreno più difficile di quanto fatto da lui sotto i 7000m durante il giorno. Se Ueli è stato almeno 2 volte più veloce dei 2 team francesi (Beghin / Lafaille 1992 e Benoist / Graziani 2013) nella parte bassa della parete, nella metà superiore - durante la notte . lo svizzero risulterebbe almeno 3 volte più veloce (per i francesi sono stati necessari 2 giorni e mezzo solo per la headwall nel 2013, salendo di giorno; Steck circa 6:45 ore dal suo campo verso l’alto).
Il tempo di discesa di Steck dalla cima al suo bivacco ( da 8091 a 6900) è stato di 3 ore, con 8 doppie Abalakovs per tutta la parete (senza lasciare qualsiasi vite da ghiaccio o altro )… Graziani / Benoist hanno avuto bisogno di 2 giorni per la stessa sezione , compiendo discesa in corda doppia e usando la maggior parte del loro materiale.
4 . Le condizioni meteo eccezionali riportate che hanno permesso la salita non sono state confermate da nessuna foto: nel pomeriggio dell’ 8 ottobre e quindi la mattina del 9, nessun segno di uno strato sottile di neve che copriva il muro principale [come riportato da Ueli,NdR]. Comunque, una comparazione di immagini nei pressi dell’inizio della headwall mostrano migliori condizioni di ghiaccio per lo svizzero che per i francesi del 2013 (nel 1992 i francesi avevano di gran lunga le condizioni più secche).
5 .Ci sono 3 dichiarazioni contraddittorie per questa salita :
10 April 2017


Questi giorni di un caldo e soleggiato Aprile 2017 come non mai , sembrano voler preludere a grandi eventi per l’Alpinismo Internazionale - e non parliamo soltanto dei due prestigiosi appuntamenti del titolo ma della notevole serie di annunci relativi a varie spedizioni in Himalaya , tra cui senz’altro i più clamorosi sono quelli del tentativo di traversata Everest-Lhotse di Ueli Steck e Tenji Sherpa , con ideale percorso di salita da C1 del Khumbhu, poi l’Hornbein Colouir fino alla cima di Chomolungma, discesa al C4 del Colle Sud e salita del Lhotse per la variante Urubko) e la spedizione di Simone Moro e Tamara Lunger, il cui progetto incredibile è la salita delle 4 vette del massiccio del Kangchenjunga percorrendo la cresta che parte a Est con lo Yalung Kang e che non scende mai sotto agli 8200 metri. Vi sono poi Hervè Barmasse con -David Gottler a tentare una nuova via sulla sud del Shisha Pangma, progetto già tentato dal tedesco con Ueli Steck.
Non possiamo tacere del fatto che il rilascio della “Bibliografia” , ad opera del comitato Piolets D’Or, che precede l’annunciato Forum Internazionale il 13 Aprile - il cui obiettivo è discutere sulle “Prove nell’Alpinismo”, rivedendo polemiche e contestazioni passate, affrontando quelle presenti e soprattutto rivedendo anche i criteri stessi del Capitolo Piolets D’Or, prestigioso premio di alpinismo però al centro da anni di polemiche.
La “Bibliografia” a cui ci riferiamo è evidentemente quella riferita a due exploit recenti ad opera proprio del summenzionato “Swiss Machine” Ueli Steck: in poche parole, vi sono report poderosi, con una massa di dati e calcoli statistici su velocità di ascesa, tempi, dichiarazioni, interviste, indagini che contestano apertamente due delle più importanti salite in velocità dichiarate da Ueli, la Sud della Shisha Pangma e soprattutto la salita a tempo di record , completando la via visionaria di Lafaille dell’Annapurna Sud.
E’ noto a tutti che per entrambe le imprese Ueli non ha rilasciato foto di vetta né alcun tipo di dato estratto dal suo GPS da polso Suunto, tuttavia per quanto riguarda la Custode Mrs. Hawley le salite sono convalidate e ufficialmente riconosciute: non dimentichiamo poi che per l’Annapurna Sud Ueli vinse proprio il Piolet D’Or ! Non anticipiamo nulla e invitiao tutti a leggersi i PDF della Bibliografia, alcuni succinti, altri molto difficoltosi e impegnativi ma assai documentati.
Il Forum, pieno di esperti, alpinisti e giornalisti internazionali, tra cui Rolando Garibotti e Kelly Cordes - noti per il loro rigoroso (e durissimo) lavoro sul Cerro Torre - dovrà affrontare a viso aperto una questione che il sottoscritto, al di là delle accuse al singolo, ritiene non più eludibile nell’Alpinismo Contemporaneo.
Ovvero: la tecnologia è sempre più pervasiva, l’alpinismo moderno se ne avvale ampiamente e diffusamente per previsioni meteo più precise, per misurare le proprie prestazioni e percorsi sin nelle passeggiate urbane ; i GPS sono sempre più precisi, la possibilità di scattare foto e video di vetta non più così condizionata da peso dell’attrezzatura o difficoltà d’uso. Dunque, se l’Alpinismo iper professionista non accetta l’idea che a fronte di dichiarati obiettivi debba fornire la più ampia documentazione disponibile , nascondendosi dietro la “purezza” il “farlo per se stessi e non per il record”, la “fiducia”, temo che l’impasse durerà ancora a lungo, le contestazioni e dispute sempre più aspre e in generale la credibilità di una parte (ripetiamo: quella super professionista, che non significa affatto mercenaria o di marketing) importante dell’Alpinismo sarà intaccata pesantemente.
Il 27 Aprile inizierà il 65mo Festival della Montagna di Trento, con un ricchissimo programma e una quantità di film in concorso e non da record.
110 eventi, la serata inaugurale affidata al gigantesco Reinhold Messner , in una conferenza su varie cime dal titolo “il Fascino dell’impossibile” (quanto mai azzeccato viste anche le annunciate spedizioni sopra !) , con la regia di Alessandro Filippini (maestro di cerimonie impagabile e eccellente regista degli eventi clou da tempo), il 27 Aprile. La sera dopo, il 28, parata di stelle dell’arrampicata tra cui Adam Ondra per discutere dell’arrampicata nei Giochi Olimpici. Messner presenterà il suo ìfilm da regista “Still Alive – Dramma sul Monte Kenya” il 1 Maggio. Il 4 serata dedicata a Lowe “Metanoia”, celebrato anche come Piolet D’Or alla carriera quest’anno, per chiudere il cerchio.
MontagnaMagica seguirà alcuni giorni del Festival e cercherà, soprattutto, di ascoltare e raccogliere pareri su questo fermento e il dibattito, potenzialmente esplosivo, sulle “Prove nell’alpinismo”.
28 October 2016
Tra la fine dell’Estate e il primo mese di Autunno, l’alpinismo d’alta quota ha vissuto un fulminante periodo di straordinarie scalate, in Nepal, India e Cina .
Le caratteristiche comuni a imprese molto differenti tra loro sono l’essere piccoli team, la ricerca di linee estetiche, in terreno misto difficilissimo, con uno stile e un’etica che richiamano il periodo d’oro ( grazie a Stefano Lovison per questa felice sintesi) degli anni ‘80 e ‘90, uno sviluppo importante su vie ripidissime e tecniche.
Tra le spedizioni che hanno realizzato straordinarie scalate, ne abbiamo scelte due, che riteniamo particolarmente significative, qui solo un piccolissimo riassunto di anticipazione.
23 May 2016
1976: Le Aquile di San Martino , Trentino, Italia

Le Aquile di San Martino e gli Sherpa a fine spedizione, tutti insieme
Il 23 febbraio 1976 la spedizione delle Aquile di San Martino e Primiero partiva da Milano per Kathmandu, così composta:Renzo Debertolis capospedizione, Francesco Santon vice, le Aquile Camillo De Paoli, Gian Paolo De Paoli, Luciano Gadenz, Gian Pietro Scalet, Silvio Simoni, Giampaolo Zortea, Edoardo Zagonel, gli alpinisti Sergio Martini e Luigi Henry, il medico Achille Poluzzi e lo scrittore Alfonso Bernardi testimone della spedizione e autore della cronaca di quei momenti nel libro Trentini sul Dhaulagiri 8.172 m.
02 April 2016
Dicembre 1975: Alfonso Bernardi fotografa il Dhaulagiri zona Nord da un Pilatus Porter in previsione della Spedizione Italiana Aquile del Trentino, 1976
01 April 2016
1958 : La rivincita di Cassin e Bonatti

La spedizione italiana al Gasherbrum IV, guidata da Cassin e con Walter Bonatti, Carlo Mauri, Toni Gobbi, Giuseppe Oberto, Bepi De Francesch con Fosco Maraini foto video operatore e scrittore.
Queste foto sono relative alla preparazione sulla Combe Maudite, Massiccio del Monte Bianco.
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Mauri,Gobbi,Oberto,Cassin,Bonatti e Fosco Maraini

10 March 2016
Kelly Cordes (c) Cerro Torre
Pubblicato il 4 marzo 2016 da Kelly Cordes su www.kellycordes.com e tradotto da Federico Bernardi
Ormai sappiamo bene che tutto è cambiato e dopo le scalate pazzesche compiute nelle ultime stagioni di arrampicata in Patagonia, credo che quello che stiamo vivendo sia qualcosa di speciale, qualcosa che assomiglia a vedere squarci nel futuro dal tempo presente. Forse sto esagerando le cose. Il tempo lo dirà.
Mentre facevo ricerche per il mio libro [The Tower: A Chronicle of Climbing and Controversy on Cerro Torre, ndR], riflettevo sulla Storia vista attraverso la lente di oggi e sono rimasto spesso colpito dall’inutilità di tentare di predire il futuro. Ecco un esempio, dalla nota di American Alpine Journal nel 1959, dopo aver ricevuto la notizia della presunta scalata Egger-Maestri al Cerro Torre :

07 March 2016
Questa è una delle circa 40 immagini ritrovate relative a una ricognizione aerea del Dhaulagiri, effettuate alla fine del 1975, prima della spedizione italiana Aquile del Trentino di primavera 1976
Dhaulagiri ,sperone Nord Est. Quota non più di 5000 metri. Pilatus Porter - ricognizione di Alfonso Bernardi
06 March 2016
Leonard Carrel 1871-1940
Discendente di Jean-Antoine , “il Bersagliere”, “LA Guida del Cervino”, una straordinaria carriera ed etica solida


Carriera
- 56 volte sul Cervino
- 40 anni come Guida
- ascensioni sul Mte Rosa
- Alpi Pennine e Bernesi
LEONARD CARREL
Figlio dell’illustre Jean-Antoine, “la Guida del Cervino” per antonomasia ; nominato portatore il 20 maggio 1894, e guida il 19 giugno 1899, svolse la sua attività alpinistica fino al 1939, salendo il Cervino cinquantasei volte, e compiendo ascensioni nel gruppo del Monte Rosa e sulle maggiori vette delle Alpi Pennine e Bernesi. Il 10 apr. 1904, con l’alpinista Gabriele De Bottini e l’altra guida di Valtournanche Abele Pession, compiva come primo di cordata la prima salita del Mont Avi od Aü (3.006 metri, Valle d’Aosta) per la cresta sud; nel 1938, a sessantasette anni, compì ancora la salita del Breithorn (4.165 metri). Morì a Cervinia il 24 dic. 1940.
05 March 2016
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Appena trovato negli archivi di Alfonso Bernardi, alpinista, scrittore, sociologo : sua ispezione fotografica aerea del…
Pubblicato da Montagna Magica su Sabato 5 marzo 2016
21 February 2016
Cerro Torre rockfall (c) Lauri Hmlinen
“Il caldo estremo delle ultime estati, aggiunto alle cinque settimane recenti, hanno senza dubbio avuto un impatto sul permafrost, rendendo queste montagne pi instabili”
Rolando Garibotti
LA LUNGA E CALDA ESTATE PATAGONICA
La straordinaria serie di salite patagoniche, un flusso continuo e ripetuto di ascese in velocit, per la prima libera, per nuove linee, per ambite ripetute, la traversata record di “Capitan Sicurezza” Colin Haley con Alex Honnold - parleremo in futuro di questo duo, un mix perfetto di stile diversi che capace di mostrarci la vitalit e la purezza ancora esistenti nell’alpinismo, - sembra non aver fine, grazie a una finestra di un mese e mezzo di ottimo tempo e temperature calde . Rolando Garibotti, guardiano,mentore e cantore delle imprese Patagoniche nonch “guru” sensibile, etico e attento all’ambiente,ci scrive del rovescio della medaglia , causato dal drastico cambiamento climatico , sulla sua pagina Facebook Patagonia Vertical.